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Diritto penale Novara

PRIVATI

Per quanto riguarda i privati, lo Studio presta assistenza sia stragiudiziale sia processuale a indagati, imputati, persone offese, parti civili ed altre parti private.

L’avv. Gallone è iscritta nelle liste dei difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato (c.d. “gratuito patrocinio”).

Inoltre, per le vittime di violenza (L.R. n. 4/16) e di discriminazione (L.R. n. 5/16), la Regione Piemonte prevede due distinti Fondi di Solidarietà che si fanno carico delle spese legali di assistenza in giudizio: l’avv. Gallone è iscritta sia nell’elenco dei difensori a tutela delle donne vittime di violenza sia in quello degli avvocati abilitati a patrocinare in tema di diritto antidiscriminatorio.

AMBITI  DI INTERVENTO

Diritto penale Novara

PRIVATI

Per quanto riguarda i privati, lo Studio presta assistenza sia stragiudiziale sia processuale a indagati, imputati, persone offese, parti civili ed altre parti private.

L’avv. Gallone è iscritta nelle liste dei difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato (c.d. “gratuito patrocinio”).

Inoltre, per le vittime di violenza (L.R. n. 4/16) e di discriminazione (L.R. n. 5/16), la Regione Piemonte prevede due distinti Fondi di Solidarietà che si fanno carico delle spese legali di assistenza in giudizio: l’avv. Gallone è iscritta sia nell’elenco dei difensori a tutela delle donne vittime di violenza sia in quello degli avvocati abilitati a patrocinare in tema di diritto antidiscriminatorio.

AMBITI  DI INTERVENTO

Diritto penale per privati

Delitti contro la pubblica amministrazione

I delitti contro la Pubblica Amministrazione, disciplinati nel Titolo II del libro II del codice penale, intendono tutelare i princìpi costituzionali di buon andamento e imparzialità degli organi pubblici e dei loro rappresentanti, il prestigio della cosa pubblica e conseguentemente il naturale rapporto di fiducia che deve esistere tra il cittadino e lo Stato.

Essi si suddividono in due grandi categorie:

  • da un lato, ci sono quelli che rappresentano un’aggressione ad interessi della Pubblica Amministrazione e che sono compiuti all’interno della stessa dai propri funzionari, pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio (cd. reati “propri”), ad es. peculato, concussione, corruzione, malversazione, abuso d’ufficio, rifiuto e omissione di atti d’ufficio, ecc.
  • dall’altro lato, ci sono quelli commessi dai privati ai danni della Pubblica Amministrazione (c.d. reati “comuni”), ad es. violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, oltraggio a magistrato in udienza, violazione di sigilli, esercizio abusivo di una professione, ecc.

Diritto penale per privati

Delitti contro L'amministrazione della giustizia

Il bene giuridico tutelato dai delitti contro l’amministrazione della giustizia consiste nel corretto esercizio della funzione giurisdizionale.

Tali reati sono disciplinati nel Titolo III del libro II del codice penale e vengono suddivisi in 3 capi:

  • delitti contro l’attività giudiziaria, il cui oggetto è il corretto funzionamento della giustizia, ad es. omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale, simulazione di reato, calunnia, false informazioni al pubblico ufficiale, falsa testimonianza, frode processuale, favoreggiamento, ecc.;
  • delitti contro l’autorità delle decisioni giudiziarie, ovvero lesivi dell’efficacia e dell’esecuzione dei provvedimenti giudiziari, ad es. evasione, mancata esecuzione di un provvedimento del giudice, ecc.;
  • delitti inerenti la tutela arbitraria delle proprie ragioni che violano il monopolio dell’autorità giudiziaria nella risoluzione dei contrasti intersoggettivi di interessi: esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose e con violenza alle persone.

Art. 27 Costituzione

" La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva"

Diritto penale per privati

Delitti contro la fede pubblica

Per “fede pubblica” si intende la fiducia del pubblico in determinati oggetti o simboli sulla cui genuinità od autenticità deve potersi fare affidamento, al fine di rendere certo ed affidabile il traffico economico e/o giuridico.

I delitti contro la fede pubblica sono disciplinati nel Titolo VII del libro II del codice penale e si dividono in:

  • falsità in monete, carte di pubblico credito e valori di bollo;
  • falsità in sigilli o strumenti o segni di autenticazione, certificazione o riconoscimento;
  • falsità in atti;
  • falsità personali.

È importante distinguere fra falsità materiale e ideologica: si parla di falso materiale quando il documento o il bene cui ci si riferisce non è genuino e dunque si può dire che esso è alterato o contraffatto, mentre avremo un falso ideologico quando il documento non risulta né contraffatto né alterato, ma ciò che è falso sono invece le dichiarazioni ivi contenute: nel primo caso viene meno la genuinità del documento, nel secondo la veridicità.

Affinché la falsità possa avere rilevanza a livello giuridico – e dunque il comportamento possa integrare gli estremi del reato –  è necessario che essa sia in grado di trarre in inganno, facendo credere che il documento contraffatto sia originale o le dichiarazioni false ivi contenute siano vere.

Pertanto non appaiono punibili il falso grossolano, innocuo o inutile. È grossolano il falso talmente immediatamente percepibile da non poter indurre in errore nessuno. È innocuo il falso che risulta inoffensivo poiché non idoneo a ledere gli interessi da esso potenzialmente minacciati. È inutile il falso in cui la falsificazione ha ad oggetto un documento irrilevante od ininfluente ai fini della decisione da emettere in relazione alla questione giuridica che viene in questione.

Diritto penale per privati

delitti contro la famiglia

I delitti contro la famiglia sono disciplinati nel Titolo XI del libro II del codice penale.

Si tratta di condotte che attentano non soltanto all’incolumità fisica dei membri del nucleo familiare, ma anche al decoro e alla “sacralità” della famiglia stessa.

A seguito della L. n. 76/16, essi trovano applicazione anche nell’ambito delle unioni civili.

I più importanti sono: bigamia, incesto, abuso dei mezzi di correzione, maltrattamenti (cfr. violenza sulle donne), violazione degli obblighi di assistenza familiare, sottrazione di minori.

Diritto penale per privati

delitti contro il patrimonio

I delitti contro il patrimonio sono disciplinati nel titolo XIII, libro secondo, del codice penale (artt. 624-648 quater c.p.) e rispondono all’esigenza politico-criminale di repressione di condotte lesive degli altrui assetti patrimoniali.

Si tratta di delitti che offendono, in via esclusiva o prevalente, diritti soggettivi o facoltà a contenuto economico-patrimoniale in capo a persone fisiche o giuridiche.

I più comuni delitti contro il patrimonio sono furto, appropriazione indebita, rapina, estorsione, danneggiamento, truffa, insolvenza fraudolenta, circonvenzione di incapaci, usura, ricettazione, riciclaggio.

Diritto penale per privati

delitti contro la persona

I delitti contro la persona sono disciplinati nel Titolo XII del libro II del codice penale e ricomprendono tutti quei fatti che ledono i beni fondamentali dell’individuo.

A seconda del bene giuridico tutelato, essi sono suddivisi in quattro capi:

  • delitti contro la vita e l’incolumità individuale: ad es. omicidio volontario, colposo e preterintenzionale, lesioni volontarie e colpose, percosse, omissione di soccorso, abbandono di minori, ecc.;
  • delitti contro la maternità: interruzione colposa di gravidanza e interruzione di gravidanza non consensuale;
  • delitti contro l’onore: diffamazione;
  • delitti contro la libertà individuale: ad es. prostituzione minorile, pornografia minorile, tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, adescamento di minori, violenza privata, minaccia, stalking, violazione di domicilio, violazione di corrispondenza, ecc.

Diritto penale per privati

delitti in materia di stupefacenti

I delitti in materia di stupefacenti sono contenuti nel D.P.R. n. 309/90 (Testo Unico in materia di stupefacenti).

Nel nostro ordinamento giuridico non esiste una definizione onnicomprensiva di sostanza stupefacente, in quanto l’assetto normativo si fonda su di un principio tabellare secondo il quale si considerano tali le sostanze che risultano catalogate nelle tabelle allegate al predetto DPR, aggiornate periodicamente dal Ministero della Sanità.

La fattispecie criminosa più diffusa è senz’altro quella di cui all’art. 73 del Testo Unico, che punisce coltivazione, produzione, fabbricazione, estrazione, raffinazione, vendita, offerta, messa in vendita, cessione, ricezione, fornitura ad altri, distribuzione, commercio; trasporto, invio, passaggio, spedizione in transito, consegna e detenzione; esportazione e importazione di stupefacenti.

L’uso personale di sostanze stupefacenti non costituisce reato ma semplice illecito amministrativo (art. 75 T.U.). La valutazione in ordine alla destinazione della droga (se al fine dell’uso personale o della cessione a terzi) è condotta dal giudice utilizzando alcuni parametri, quali quantità, qualità e composizione della sostanza, disponibilità di attrezzature per la pesatura o il confezionamento, oltre che sulla base delle concrete circostanze del caso.

Diritto penale per privati

Violazione del codice della strada

La maggior parte delle infrazioni al Codice della Strada integrano un semplice illecito amministrativo punibile con una sanzione pecuniaria e talvolta con pene accessorie come la sospensione della patente o la decurtazione di punti.

Esistono tuttavia alcune eccezionali ipotesi in cui la violazione del Codice della Strada costituisce reato.

Le fattispecie senz’altro più frequenti sono quelle di cui agli artt. 186 e 187 CdS: guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di stupefacenti, nonché rifiuto di sottoporsi ai relativi accertamenti.

L’accertamento del superamento del tasso alcolemico avviene generalmente attraverso le analisi del sangue o, nell’immediatezza, attraverso un esame strumentale svolto con un apposito apparecchio, denominato etilometro, nel quale il soggetto è tenuto ad espirare e che è in grado di rilevare la quantità di alcol presente nel sangue attraverso la misurazione della relativa quantità nell’aria.

La giurisprudenza, tuttavia, riconosce la legittimità di un accertamento immediato della condizione di ebbrezza del conducente di un veicolo attraverso la valutazione di uno o più indici sintomatici, quali alito vinoso, occhi lucidi, linguaggio sconnesso, ecc.

La guida in stato di ebbrezza risulta penalmente rilevante solo quando il tasso alcolemico è superiore a 0,8 g/l: quando esso è compreso tra 0,5 e 0,8 g/l (art. 186 lett. a) sarà applicabile unicamente una sanzione amministrativa pecuniaria, oltre alla sospensione della patente da tre a sei mesi.

Qualora il tasso sia compreso tra 0,8 e 1,5 g/l (art. 186 lett. b) la condotta integra invece un reato, punibile con l’ammenda da Euro 800 a Euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, nonché con la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da sei mesi a un anno.

Infine, in caso di guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l (art. 186 lett. c), la sanzione consiste nell’ammenda da Euro 1.500 a Euro 6.000 e nell’arresto da sei mesi a un anno, oltre che nella sospensione della patente da uno a due anni. È inoltre prevista la confisca del veicolo, a meno che il proprietario non sia estraneo al reato (ma il tal caso il periodo di sospensione della patente è raddoppiato). In caso di recidiva biennale è prevista la revoca della patente.

In caso di guida sotto l’effetto di stupefacenti (art. 187 CdS), è prevista un’ammenda da Euro 1.500 a Euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, nonché la confisca del mezzo.

Sia per la guida in stato d’ebbrezza sia per la guida sotto l’effetto di stupefacenti sono previste aggravanti in caso di:

  • incidente stradale;
  • conducenti di età inferiore ai 21 anni o che abbiano conseguito la patente da meno di tre anni o siano conducenti professionali;
  • orario notturno, qualora il fatto sia accertato fra le 22 e le 7.

Laddove il conducente di un veicolo si opponga all’accertamento (relativo ad alcol o a sostanze stupefacenti) egli sarà sanzionabile con l’ammenda da Euro 1.500 a Euro 6.000 e con l’arresto da sei mesi a un anno, oltre che con la sospensione della patente da sei mesi a due anni e la confisca del veicolo.

Per i reati di cui agli artt. 186 e 187 CdS la pena può essere sostituita con quella dei lavori di pubblica utilità, purché non si sia provocato un sinistro stradale. In caso di esito positivo dei lavori il reato si estingue, la confisca viene revocata e viene dimezzato il periodo di sospensione della patente.

Si può usufruire della sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità una sola volta.

Art. 111 Costituzione

"La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.
La legge ne assicura la ragionevole durata"

Diritto penale per privati

Violenza contro le donne

La definizione di “violenza contro le donne” è contenuta nella Convenzione di Istanbul del 23 maggio 2011 e, precisamente, nell’art. 3: tale espressione “designa qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato”.

Si tratta di una serie di reati, in parte contro la persona (lesioni, stalking, minaccia, violenza sessuale, omicidio), in parte contro la famiglia (maltrattamenti) che hanno in comune non semplicemente il sesso della vittima, ma soprattutto il fatto che la violenza è stata commessa sulla donna “in quanto donna”, a causa del diritto che taluni uomini si arrogano di poter controllare e limitare la libertà della compagna/moglie/ex compagna/ex moglie, in un contesto culturale ancora troppo spesso maschilista e discriminatorio verso il genere femminile.

Una delle più diffuse preoccupazioni per le vittime di violenza di genere è quella di non poter sostenere le spese legali a seguito della eventuale denuncia verso il partner violento.

Ebbene, in primis è opportuno ricordare la possibilità di usufruire del patrocinio a spese dello Stato qualora il reddito annuo del nucleo familiare sia inferiore ad Euro 11.493,82 • Gratuito Patrocinio 

Inoltre, per alcune categorie di reati (fra cui maltrattamenti, stalking, violenza sessuale) il gratuito patrocinio è garantito a prescindere dal reddito dell’avente diritto.

Infine, la Regione Piemonte (L.R. n. 4/16) prevede un Fondo Regionale di Solidarietà per le donne vittime di violenza, che provvede altresì al pagamento delle spese di procedimenti non coperti dal gratuito patrocinio (ad es. processi per reati di violenza privata, lesioni, percosse, minacce, ecc.; o eventuali cause civili di separazione, divorzio, ordini di protezione, affidamento e mantenimento dei figli, recupero forzoso delle somme dovute per il mantenimento, ecc.).

> Ulteriori Informazioni sulla lotta alla violenza di genere

L’avv. Gallone è presente sia nella lista dei difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato sia nell’elenco dei difensori a tutela delle donne vittime di violenza (L.R. n. 4/16).

Diritto penale per privati

patrocinio a spese dello stato

Il c.d. gratuito patrocinio è un istituto finalizzato ad assicurare il diritto alla difesa per i non abbienti, facendo sì che le spese per l’assistenza in giudizio siano sostenute dallo Stato.

Nel processo penale tutte le parti private possono essere ammesse al patrocinio a spese dello Stato, purché ne soddisfino i requisiti.

Attualmente, per essere ammessi al beneficio, il limite di reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, è di Euro 11.493,82. Se l’interessato convive con il coniuge o altri familiari, il reddito da considerare è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare. Solo nell’ambito penale, il limite è elevato di Euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.
Si tiene conto del solo reddito personale nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Il patrocinio a spese dello Stato è escluso per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti, nonché per i reati di evasione in materia di imposte.

Per alcuni delitti è previsto che la persona offesa possa essere ammessa al gratuito patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti: si tratta dei reati di maltrattamenti, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, stalking; nonché, ove commessi in danno di minori, dei reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi, corruzione di minorenne e adescamento di minorenni.